PARADONTOLOGIA

Il parodonto è quel piccolissimo spazio tra osso e dente in cui troviamo il legamento parodontale, grazie al quale non solo percepiamo la pressione masticatoria esercitata sui denti ma è essenziale per la stabilità dei denti stessi.
A seguito di una scarsa o non corretta igiene orale placca e tartaro inizialmente si depositano sui nostri denti al livello della gengiva causando da subito un danno allo smalto dentale, che con il passare del tempo porta alla formazione di carie.
Successivamente il tartaro si estende sotto gengiva causando un grave danno al “terreno” che sostiene i nostri denti, ovvero causa la distruzione del legamento parodontale con conseguente infiammazione, sanguinamento e retrazione sia gengivale che ossea, fino a giungere alla perdita dei denti.
Questo quadro clinico definito malattia parodontale, ma conosciuta da molti con il nome di piorrea, si può evitare grazie ad una buona igiene quotidiana e a periodiche sedute di igiene professionale (una ogni 6 mesi).
Per quanto concerne l’igene quotidiana è buona norma:

  1. Lavarsi i denti dopo i pasti principali (possibilmente entro 30 minuti)
  2. Spazzolarli correttamente, ovvero dalla gengiva verso il dente, in questo modo eviteremo non solo di irritare le gengive ma anche di scollarle e mandarci la placco sotto
  3. Cambiare lo spazzolino quando le setole cominciano a flettersi verso l’esterno (circa ogni mese e mezzo o due)
  4. Passare il filo interdentale dopo essersi lavati i denti (Il filo va introdotto nello spazio tra due denti e fatto uscire scorrendo sulla superficie di uno dei due, poi va rintrodotto nello stesso spazio e ritirato fuori appoggiandosi alla superficie dell’altro dente).

La seduta d’igiene professionale, invece, garantisce la rimozione del tartaro, il quale difficilmente viene rimosso dallo spazzolino, e che si deposita nei punti in cui non si è riusciti a pulire correttamente e in prossimità dello sbocco delle ghiandole salivari dove la sua formazione risulta più abbondante.
Nel caso in cui la prevenzione non è stata adeguata e si è verificato un danno del parodonto a seguito della formazione di tartaro sopra e sotto gengiva, diventa necessaria un’igIene parodontale profonda la quale arresterà il progredire del danno salvando i nostri denti.
In questi casi preferisco adottare una tecnica mini-invasiva che consiste nell’utilizzo di ultrasuoni e strumenti specifici per la rimozione di tartaro sotto gengivale, in quanto un trattamento mini-invasivo non è causa di successiva retrazione gengivale, non necessita di copertura antibiotica e non presenta sintomatologia post trattamento, a differenza di tecniche invasive le quali prevedono incisioni e punti di sutura successivi.
Sono contrario al comportamento di alcuni colleghi i quali terrorizzano i pazienti palesandogli quadri clinici catastrofici, ma è importante che sensibilizzo i miei pazienti e che faccio capire loro come grazie a buone abitudini quotidiane e  controlli periodici si possono evitare spiacevoli problemi dentali.